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sabato 13 settembre 2014

The Perfect Apple Pie per lo Starbooks Redone di Settembre


Lo so, sembra incredibile anche a me!! Cosa non si fa per un grembiule!!!  ;-) ;-) ;-)
Ma eccomi qua, a partecipare per la prima volta al mitico Starbooks Redone!
Non vi dico quante volte, mese dopo mese, ho sbav.. ammirato le ricette proposte dai libri selezionati dal team dello Starbooks, ho ammirato le recensioni della Gennaro, sempre precise e coinvolgenti, ho provato anche a scegliere qualche ricetta da rifare, ma poi mi sono sempre arresa vuoi per mancanza di tempo, per indecisione, per demenza senile e altre robette simili :-)
Ma Settembre ha portato una ventata di energia nuova, e al grido di "SI-PUO'-FAREEEE!!!" mi sono finalmente lanciata, e chi potevo scegliere se non i Bikers più simpatici del mondo? Si King e Dave Myers aka The Hairy Bikers, sono due ragazzoni inglesi che oltre a farsi le treccine con i peli delle gambe (li chiameranno "hairy" per un motivo, no?) cucinano deliziose ricette, ovviamente in puro British style.
E visto che il British style sta spopolando in questi giorni, fra la notizia della seconda gravidanza di Kate Middleton.. oppssss!, della Duchessa di Cambridge,  e il referendum del 18 settembre prossimo per l'indipendenza scozzese, mi è sembrato perfetto scegliere non solo gli Hairy Bikers col loro libro "Perfect pies" ma pescare proprio LA ricetta di pie per antonomasia, quella che Nonna Papera ha perparato per decenni a Qui, Quo, Qua :-) il classico dei superclassici della cucina d'oltre Manica: la mitica Apple Pie!
 perfectpies
E i due ragazzoni l'hanno ribattezzata addirittura THE PERFECT APPLE PIE, l'Apple Pie perfetta. 
Voi capite già dal titolo il tipo di aspettativa che generano nella massaia media, british e non. Che poi la massaia media (che in questo caso sarei io) sia arrabbia moltissimo se la pie che uscirà dal forno non sarà assolutamente e nientedimeno che .."perfect"!!
Nota: per eseguire alla lettera una ricetta sarebbe meglio avere a disposizione gli stessi identici ingredienti, valido elemento per stabilire se effettivamente riesce o no. In certi casi, soprattutto nelle ricette straniere, a volte non è possibile trovare esattamente gli stessi ingredienti. Ed è quello che è capitato a me, per cui prima di iniziare devo fare qualche premessa: 
Premessa 1: l'ingrediente principale, ovvero la Bramley apple, è una tipica mela inglese, di produzione locale e che difficilmente si trova all'estero. E' la classica mela che gli inglesi utilizzano nelle varie cotture, dalle pies alla classica apple sauce con cui accompagnano l'arrosto di maiale. E' un pò un'istituzione, con tanto di sito dedicato, ricette appositamente studiate da chefs adoranti e pure un premio: il "Brammy Award" e ho detto tutto :-).  E' una mela dalla polpa acidula e succosa, una via di mezzo fra la Granny Smith e la Golden, ma sul sito assicurano che la resa in cottura di della Bramley è totalmente superiore (ma va?) ad entrambe.
Per ovvie difficoltà nella reperibilità, in alternativa alla Bramley ho usato la Golden Delicious (tiè), che ha una bella polpa compatta ed è succosa, dolce e leggermente acidula pure lei ed è perfetta in cottura.

Premessa 2: Il golden caster sugar* non l'avevo mai sentito. Il caster sugar è che troviamo nelle ricette è il paragonabile al nostro zucchero semolato anche se in realtà è un pò più fine, viene estratto sia dalla canna che dalla barbabietola da zucchero e può essere white, cioè bianco o golden cioè leggermente dorato o ambrato. Quindi il golden caster sugar è uno zucchero di canna leggermente ambrato e piuttosto fine, non come il comune zucchero di canna che troviamo qui che ha granelli più grossi del semolato.
Probabilmente hanno usato questo tipo perchè lo zucchero, sopratutto se di canna, ha proprietà igroscopiche, cioè tende ad assorbire l'umidità, e risulta utile (assieme all'aggiunta di farina di mais) dentro al ripieno di questa apple pie per asciugare l'acqua rilasciata dalle mele. Almeno questo è quello che ho pensato io. Io comunque ho usato un normale zucchero di canna chiaro.

Premessa 3: la "plain flour" della ricetta sarebbe una farina comune, che chiamano anche all-purpose flour, cioè farina per tutti gli usi, è una farina cosiddetta "debole" con poche proteine e poco glutine, quindi perfetta per la preparazione di frolle come questa, dove occorre evitare lo sviluppo del glutine per mantenere la classica friabilità. Per farla breve, una buona farina per dolci (si possono trovare facilmente anche nei supermercati) andrà più che bene.

Premessa 4: le unità di misura qui #grazieadio sono in grammi eccetto per la quantità di farina di mais del ripieno e di zucchero acqua per la frolla che sono espresse in tbsp ovvero tablespoon (cucchiaio), misura che solo erroneamente si potrebbe tradurre in "beh ci metto due cucchiai" in realtà il sistema di conversione vorrebbe un pò più di precisione, e noi gliela diamo :-) quindi 2 tbsp-tablespoons di farina di mais sono poco meno di 19 g mentre due cucchiai di zucchero semolato sono 28 g e due cucchiai di acqua sono circa 30 ml.

Partiamo allora con la ricetta:

The Perfect Apple Pie
da "Perfect Pies" degli Hairy Bikers - Pag. 34
Per il ripieno:
600 g di mele Bramley (io ho usato le Golden Delicious)
150 g di zucchero di canna*
1/2 o 1 cucchiaino di cannella in polvere
2 cucchiai di farina di mais (19 g) *
Per la pasta frolla:
400 g di farina per dolci* più extra per stendere la pasta
250 g di burro freddo tagliato a cubetti
2 cucchiai di zucchero semolato (28 g) *
la scorza grattugiata di 1 limone
1 uovo grande
2 cucchiai di acqua fredda (30 ml) *
Per la superficie
uovo sbattuto
1 cucchiaio di zucchero di canna*
Occorre una tortiera da 1.2 litri con un bel bordo alto (io ho usato la mia teglia da crostate antiaderente Ø 23 con un bordo di 3-4 cm)

Per la pasta frolla mettete la farina, lo zucchero e la scorza di limone in una ciotola e unite il burro strofinandolo con la punta delle dita fino ad ottenere un composto sbriciolato tipo sabbia bagnata.
Unite quindi l'uovo precedentemente sbattuto con l'acqua fredda e mescolate con un coltello a lama tonda fino a che il composto diventi un impasto vero e proprio (in sostanza, formare la classica "palla" lavorandola il meno possibile).

Dividete l'impasto in due terzi per la base e un terzo per la copertura. Formate due palle e appiattitele leggermente.
Su un piano di lavoro leggermente infarinato, stendete la palla più grande (quella che serve per la base) fino ad ottenere una sfoglia di spessore di circa 3 mm (gli Hairy Bikers parlano dello spessore di una moneta da £1 (pound) inglese che misura esattamente 3,1 mm.. nessuno verrà lì col righello per cui 3-4 mm vanno benissimo). e più larga della teglia dove cuoceremo la torta di almeno 5-7 cm. La pasta dovrebbe sbordare di circa 1-2 cm una volta messa nella teglia.
Sollevate la pasta sopra il matarello e adagiatela delicatamente sopra la teglia. Premere con decisione sul fondo e sui bordi per assicurarsi che non ci siano bolle d'aria.

In una ciotola capiente mescolare lo zucchero, la cannella e la farina di mais. Pelare tagliare in quarti e togliere il torsolo alle mele. Tagliarle sottilmente ed aggiungerle al mix di zucchero, mescolando bene.
Pre riscaldare il forno a 200°C statico oppure - 180°C ventilato (è l'opzione che ho scelto io) - Gas 6. Mettete una teglia dentro il forno a scaldare (dove appoggerete la tortiera, ma se avete già la griglia dentro va bene anche così).
Rovesciare il ripieno nella tortiera assicurandosi che superi il bordo (bello pieno, insomma, a mò di cupoletta per intenderci) senza dimenticare il succo delle mele che si sarà formato sul fondo della ciotola, raccoglietelo con l'aiuto di un leccapentole e versatelo sopra la frutta.

Spennellate il bordo della teglia con dell'uovo sbattuto.

Stendete anche la seconda palla di impasto nella stessa maniera della prima. Ponete questo secondo disco sopra la tortiera e premete lungo i bordi per sigillare bene. Con un coltello affilato, tagliate la pasta in eccesso  e con delicatezza arricchiate i bordi tutt'attorno alla circonferenza. 
Con la punta di un coltello praticate due piccoli fori al centro della torta poi spennellate la superficie con dell'uovo sbattuto. 
Re impastate la pasta in eccesso che avevate precedentemente tagliato e stendetela nuovamente. Ricavatene delle piccole foglie (se non avete uno stampino apposito potete ottenerle anche tagliandole col coltello, magari saranno più stilizzate ma andranno benissimo ugualmente, io ho usato uno stampino a forma di cuoricino e ho diviso i cuori a metà, ottenendo una forma simile) e sovrapponendole leggermente, decorate la circonferenza della torta. Spennelate anch'esse con l'uovo sbatttuto e cospargete tutta la superficie con lo zucchero di canna. (anche qui, lo zucchero sulla superficie crea una sorta di barriera che trattiene l'umidità all'interno, evitando che il calore del forno asciughi troppo l'impasto o il ripieno, mantenendo la torta alla giusta consistenza e fragranza).



Cuocete nel centro del forno per circa 45-55 minuti fino a che la superficie si presenti dorata e le mele siano tenere (per stabilire se le mele sono tenere occorrerebbe infilare un coltello o una forchetta e non volendo rovinare la superficie ho preferito fare un atto di fede :-)
Se vedete che la superficie scurisce troppo, NON fate come me che l'ho tolta dal forno e copritela con un foglio di alluminio per il tempo rimanente.

Conclusioni:

- partiamo dalla teglia. La pie dish è una teglia tonda a bordi molto alti e svasati come questa della foto.
La mia teglia per crostate non andava bene, diametro troppo grande e bordi non così alti. Non avendo altro ho scelto di usare una scodella. Sì proprio una scodella da minestra. Ho un tipo superclassico, di ceramica robusta, con bordi alti e ben svasata e si è rivelata perfetta. Il ripieno, nelle quantità indicate in questa ricetta, c'è stato a pennello, superando come richiesto oltre all'altezza dei bordi, creando una bella cupoletta. Questo ha fatto sì che il coperchio non si infossasse in cottura.
-la pasta frolla: divina. Perfetta e malleabile. Il riposo in frigo è nel lasso di tempo con cui si prepara il ripieno (10 minuti) per cui perfetto. Di più la rende troppo dura e sicuramente si rischierebbe di rompere i bordi che fuoriescono dalla circonferenza (quelli che poi vanno tagliati col coltello)
-il ripieno: tutto ben dosato, la quantità di zucchero indicata ricopre uniformemente le fette di mela, la farina di mais fa il suo lavoro e la cannella è la morte loro (delle mele), ma per creare il sughetto di cui parlano è necessario più tempo di riposo di quello che ci si mette ad accendere il forno. Per cui prima di mettere le mele dentro alla teglia foderata di pasta, ho aspettato circa 20 minuti, il tempo che ci impiega il mio forno ad arrivare a 180 °C, e dopo sì che c'era il sughetto.
-la cottura: ho tolto la torta dopo 40 minuti di cottura, la superficie era già piuttosto dorata e non volevo che bruciasse. Quindi non ho rispettato i 45-55 minuti indicati nella ricetta e forse ho sbagliato: la frolla era perfettamente cotta, le mele cotte anch'esse anche ma non spappolate e personalmente così mi piacciono di più. Sul fondo però si è formato del sughetto rilasciato dalle mele in cottura che ha parzialmente bagnato il fondo di pasta. Probabilmente era meglio coprire la torta con un foglio di alluminio e proseguire la cottura per altri 10 minuti in modo da asciugare un pò di più l'umidità. Metto anche in conto che forse le mele hanno rilasciato più acqua di quanto pensassi. Mea culpa.
-assaggio: la frolla è buonissima, molto friabile e perfetta per bilanciare il ripieno molto dolce di mele e zucchero. Lo zucchero messo in superficie ha creato una crosticina deliziosa, e nell'insieme era buonissimo.

Considerato tutto quanto sopra espresso, e nonostante il fondo fosse un pò bagnato il dolce non solo è riuscito era veramente delizioso, per cui questa ricetta è:

PROMOSSA 




Con questa ricetta partecipo allo Starbooks Redone di Settembre 2014!

giovedì 11 settembre 2014

Il rustico leccese di Mari per il Recipe-tionist di Settembre


♪♫ "Tempo. Comunque vadano le cose lui passa, e se ne frega se qualcuno è in ritardo, lo puoi chiamare bastardo ma intanto è già andato...♪♫ " ve la ricordate la canzone di Jovanotti?
Potrebbe essere il mio inno. Anzi, lo è, ogni giorno di più, visto che sono sempre a correre dietro al tempo.
Il buffo è che le rare volte che non ho nulla da fare, invece di bearmi nell'ozio mi ritrovo spaesata, persa e persino un pò irritata con tanto tempo a disposizione e non saper come sfruttarlo al meglio. Mi dicono che succede, quando si è abituati a fare almeno tre cose contemporaneamente, tutti i giorni dell'anno.
Il problema è che per le cose che mi piace veramente fare non ho mai abbastanza tempo.
E' mesi che vorrei partecipare allo Starbooks Redone, provare a fare il lievito madre senza glutine, andare per mercati a trovare ingredienti particolari, finire un disegno da troppo tempo incompleto ecc...
Ma oggi ho detto: basta. Faccio The Receipe-tionist di Settembre. Ok, il fatto che sia la Mari Lasagnapazza è stato un bell'incentivo, ma l'avrei voluto fare anche quando il Recipe-tionist del mese era la Fornostar, o la Mai, oppure la Cristiana... però stavolta non potevo proprio mancare.
La Mari. Che dire? Straordinaria mi sembra banale. Lei ha una delicatezza, una competenza e una passione per la cucina che sono veramente doti rare. Ma più di ogni altra cosa Mari è una ragazza dolcissima e gentile, ed è un vero piacere stare in sua compagnia.
Ho avuto la fortuna di incontrarla, prima virtualmente, poi di persona e mai come nel suo caso il famoso teorema delle amicizie virtuali enunciato qui si è rivelato congruo e funzionante :-)
Mari abita a Trieste, ma ha origini piemontesi e salentine, e salentino di Lecce è suo marito Christian.
Il Salento, come lei, me lo porto nel cuore, tanto che ne ho fatto meta fissa delle mie vacanze da diversi anni ,quindi per partecipare al Recipe-tionist di Flavia non potevo non scegliere una delle specialità salentine più golose: il rustico leccese.
Oltretutto Mari propende più per il salato che per il dolce allora mi sono detta che questa era la ricetta da fare.
Il rustico leccese è un'antica specialità locale formata da due dischi di pasta sfoglia ripieni di besciamella, mozzarella e pomodoro. Uno sballo puro, credetemi!
Ed in onore di Mari, della sua bravura e della sua serietà ho voluto fare la pasta sfoglia in casa, mi sembrava brutto comprare quella già pronta, inoltre era una di quelle voci che giacevano da troppo tempo nella "to do list", la lista infinita di ricette da provare.
Ho usato la ricetta di Luca Montersino, per l'esattezza un terzo delle quantità indicate da lui, ed ho ottenuto un panetto da un chilo e cento grammi. 
Devo dire che pensavo fosse molto più difficile, ovviamente ci si deve prendere la mano, ma non è nulla di infattibile. La pazienza, beh, quella dovete metterne in conto almeno un pò! ;-)
La pasta sfoglia è formata da due masse che vanno unite insieme: una grassa chiamata panetto e costituita da burro e farina e una magra chiamata pastello fatta di farina, acqua e sale.
Ready? Go!
Pasta Sfoglia di Luca Montersino
(otterrete circa 1,1 kg di pasta sfoglia)
Per il panetto:
500 g di burro
147 g di farina 00
Per il pastello:
350 g di farina 00
220 g acqua
10 g di sale fino

Iniziate preparando il pastello: nella ciotola della planetaria  col gancio o in un robot da cucina  mettete la farina col sale, fate girare un attimo per amalgamarli poi sempre facendo andare la macchina unite una parte di acqua  e solo dopo che l'avrà assorbita unite il rimanente. Lavorate l'impasto brevemente solo per amalgamare gli ingredienti poi impastatelo a mano su un piano di lavoro per qualche minuto, dandogli una forma rettangolare. Avvolgete in pellicola trasparente e mettete a riposare in frigo per almeno mezz'ora.
Nel frattempo preparate il panetto: prendete il burro dal frigo e sistematelo fra due fogli di carta forno. Battetelo col mattarello per qualche minuto, appiattendolo ma sopratutto così facendo lo renderete più morbido ma allo stesso tempo plastico e lavorabile, e questo è un aspetto importante per ottenere una buona pasta sfoglia.
Mettete il burro nella planetaria con la farina prevista per il panetto e fate girare fino a che i due ingredienti si saranno amalgamati e formeranno una palla. Stendete la palla fra due fogli di carta forno, appiattendola allo spessore di circa 1 cm e dandole una forma rettangolare e ponete in frigo a raffreddare.
Trascorso il tempo di riposo, riprendete il pastello e col mattarello stendetelo sul piano di lavoro leggermente infarinato, cercando di ottenere una sfoglia di forma rettangolare e di spessore circa 1 cm.
Prendete il panetto dal frigo, spezzettatelo in due-tre pezzi e metteteli un momento in planetaria facendo girare al minimo per renderlo meglio lavorabile. Risistematelo poi fra due fogli di carta forno e appiattitelo col mattarello ad uno spessore di 1 cm dandogli una forma rettangolare.
Al centro del pastello ponete quindi il panetto così ottenuto, cercando di far sì che l'altezza del pastello sia uguale a quella del panetto come mostrato nelle foto e nei disegni qui sott, e che i lati aperti siano sempre verticali rispetto a voi e quelli chiusi a destra e sinistra:





a questo punto piegate prima un'estremità verso il centro e poi l'altra, chiudendo senza sovrapporre i bordi.
Col mattarello stendete l'impasto e poi date un giro di pieghe a tre:

PIEGA A 3


e poi a quattro:

PIEGA A 4
dopo questi due tipi di pieghe, riponete l'impasto in frigo per un'ora, avvolto in carta da forno.
Ripetete questo procedimento di pieghe almeno altre due-tre volte (ma nulla vi vieta di farne anche di più), sempre con un riposo in frigo di un'ora (quindi: piega a 3+piega4+riposo in frigo poi ancora piega3+piega4+riposo in frigo)
Montersino dice che più sono le serie di pieghe che diamo, la pasta sfoglia crescerà un pò meno ma in maniera molto più uniforme.
Una volta ottenuto il vostro panetto tenetelo in frigo fino al momento di servirvene oppure congelatelo.

Ingredienti 
(per 4 rustici del diametro di circa 12 centimetri)
500 g di pasta sfoglia (ricetta come sopra)
per la besciamella
25 g di farina
25 g di burro
150 ml di latte
sale e noce moscata
***
2 pomodori pelati
olio extravergine d’oliva
sale e pepe
100 g di mozzarella
1 uovo per spennellare bordi e superficie

Preparate la besciamella facendo sciogliere il burro in un pentolino. Unire la farina e cuocere un paio di minuti fino a quando non sarà leggermente dorata. Aggiungete il latte poco alla volta mescolando fino a che la besciamella comincerà ad addensarsi. Spegnete il fuoco, aggiungete il sale e un pò di noce moscata grattugiata. Finchè la besciamella è ancora calda aggiunete  la mozzarella precedentemente tagliata a pezzetti e lasciata scolare, mescolando bene per farla scioglere e fate raffreddare il tutto.
(La besciamella, una volta fredda, sarà ancor più densa e soda ed così chedeve essere: dovrete poter riuscire a porzionarla al centro dei dischi di pasta sfoglia senza pericolo che coli fuori perchè troppo liquida, come nella foto qui sotto).
Tagliate i pomodori pelati a pezzettini molto piccoli e metteteli a scolare in un colino. Quindi conditeli con un po’ d’olio, un pizzico di sale e un pizzico di pepe.
Riporto le indicazioni di Mari:
Stendete la pasta sfoglia fino ad ottenere uno spessore di 3-4 mm. Ricavate 8 dischi di circa 10-12 cm. Al centro di ciascun disco mettete un cucchiaio circa di besciamella e sopra la besciamella mettete il pomodoro, occorre lasciare libero almeno un centimetro di bordo che dovete spennellare con un pò d'uovo sbattuto. Ricoprite con gli altri dischi, allargandoli leggermente con le mani e premendo bene con le dita tutto attorno ai bordi per far aderire bene.

 

 Riporto le indicazioni della Mari:
(qualcuno preferisce fare direttamente dei cerchi più piccoli per la parte inferiore e leggermente più larghi per la parte superiore in maniera tale che quando si adagiano sul ripieno combacino direttamente con il disco inferiore)
Prima di infornare i rustici fateli riposare in frigo almeno un'ora. Questo è un passaggio assolutamente importante per la buona risucita del rustico! 
Io li ho riposti in frigo già direttamente nella teglia di cottura foderata con carta forno, e così non li ho dovuti spostare al momento di infornarli.
Pre riscaldate il forno a 200 ° C ventilato.
Trascorso il riposo in frigo spennellate la superficie dei rustici con dell'uovo sbattuto, poi cuocete per circa 20 minuti.
ET VOILA'!



Che vi devo dire? Una ricetta riuscita al primo colpo.. si vede che aspettare mi ha fatto bene!!!
I rustici della Mari sono una cosa veramente S-P-A-Z-I-A-L-E. E ho detto tutto!

Con questa ricetta partecipo a The Recipe-tionist del mese di Settembre 2014


mercoledì 3 settembre 2014

1.000 giorni di te e di me... Buon Compleanno, BurroeZucchero!


..che per la precisione sono milleenovantacinque: 1095 giorni felici, faticosi, impegnativi e pazzi e poco importa se la storia non è d'amore come canta Baglioni nella sua "1.000 giorni di te e di meeeeee" ♫♪ , io lo amo il mio blogghino, va bene lo stesso? ;-) e in questo giorno del suo terzo compleanno dico anche che è una parte importante della mia quotidianità, anche se a onor del vero, la programmazione non è mai stata così.. quotidiana :-)

Il blog è per me una personalissima finestra sul mondo virtuale, da cui guardi e vieni guardato, il posto dove "sfogare" le mie passioni, i miei umori e mettere nero su bianco i miei pensieri, senza costrizioni, senza ansie da prestazione e senza guardare l'orologio o il calendario. Ergo, posto quando riesco, se una ricetta mi riesce bene e la voglio condividere, oppure se ho qualcosa da dire a chi mi segue.. salvo eccezzioni :-)
Non ho tantissimo tempo per curarmi del numero di visite, delle statistiche, delle classifiche. Forse dovrei, non so.. ma lo scopo principale della mia attività di blogger non è quello di fare numero a tutti i costi, ma di condividere la passione per la cucina, imparare il più possibile e divertirmi, esattamente come ho fatto finora.
In questi tre anni ho conosciuto tantissimi amici che seguo, ammiro, con cui mi confornto e condivido passioni ed esperienze. 
In primis, e non potrebbe essere diversamente, la meravigliosa "GANGA" dell'MTChallenge.
Persone straordinarie, alcune delle quali ho avuto la fortuna di conoscere di persona e altre spero presto di poter incontrare per trovare nuovamente riscontro a quel fantastico "teorema" secondo il quale è molto probabile che le persone che trovi meravigliose nella vita virtuale lo siano anche in quella reale, e a volte anche di più.
Dopo cotanta melassa, vi lascio il mio ennesimo esperimento senza glutine, un biscotto (ma vaaaa??) che mi ha lasciata super, super soddisfatta. 
Il principio fu la Flavia (esempio vivente del teorema espresso sopra riguardo le conoscenze virtuali) del blog Cuocicucidici.  Bolognese trapiantata a Catania su cui ha riversato la sua meravigliosa allegria, energia e generosità. Una che non si scorda di niente e di nessuno, che mette il cuore davanti a tutto e lascia veramente il segno ovunque va.
Me li aveva promessi a Marzo, i pistaccchi di Bronte. Ovviamente io dopo qualche giorno me n'ero già scordata. Lei no, ovviamente :-) E in occasione del nostro ultimo incontro a fine Luglio, oltre a dei meravigliosi pomodori secchi, mi ha regalato un sacchetto di farina di pistacchi e uno di granella di pistacchi -il cui colore e profumo ve li lascio solo immaginare- con la stessa contentezza e soddisfazione che potrebbe provare una bambina a regalare la sua bambola più bella. Lei è così, semplicemente straordinaria, che ci volete fare? :-)
Essendo una "breakfast addicted" ho voluto subito usare i suoi pistacchi per fare dei biscotti, ma ho già in mente di usarli anche per un pesto particolare e una panatura.. stay tuned!
E ora la ricetta:

Biscotti al grano saraceno e pistacchi di Bronte
-senza glutine-
120 g Farina di grano saraceno
60 g Farina di riso
40 g Farina di pistacchi di Bronte
30 g Fecola di patate
100 g Zucchero di canna
8 g Lievito in polvere per dolci
60 g Olio di semi di girasole
1 uovo medio
1/2 cucchiaino zenzero in polvere
un pizzico di sale fino
acqua q.b.
granella di pistacchi di Bronte q.b.

Note: la farina di pistacchi e la granella io l'avevo già bella pronta, se non le trovate potete ricavarle tritando nel frullatore dei pistacchi di buona qualità (meglio se di Bronte, ovviamente) fino ad ottenere una polvere fine per la prima, e con qualche impulso in meno  per ottenere la granella.

Il procedimento è quello della sabbiatura, come si fa per la frolla, anche se al posto del burro ho usato l'olio, il discorso non cambia. Al posto dell'olio di semi potete usare anche un buon olio evo, preferibilmente dal sapore non troppo forte.
L'uovo inserito tende a legare gli ingredienti, ma con la presenza di farine senza glutine occorre senz'altro l'aggiunta di un pò d'acqua per far stare insieme il tutto (o anche latte se preferite).

Anche dopo il riposo in frigo l'impasto sarà piuttosto morbido, pertanto prima di formare le palline consiglio di passarlo un quarto d'ora in freezer e di inumidirvi le mani.


Procedimento:
In una ciotola capiente setacciare tutte le farine, il lievito e il sale.
Unire l'olio e sabbiare l'impasto (che vorrebbe poi dire mescolare velocemente con la punta delle dita fino ad ottenere un composto che ricorda la sabbia bagnata, tout simplement!).
Unire lo zucchero e l'uovo e impastare ancora brevemente aggiungendo poca acqua fino ad ottenere un impasto omogeneo. Formare una palla ed avvolgerla nella pellicola trasparente per un riposo in frigorifero di almeno un'ora (anche qui, un'ora va bene ma se volete fare l'impasto in anticipo e cuocerlo in un secondo momento potete prolungare il riposo anche tutta la notte).

Pre- riscaldate il forno a 170° C statico.
Formate delle palline grandi come una noce o poco più, che passerete prima sulla granella di pistacchi e poi disporrete in fila ordinata e distanziate su una placca rivestita di carta da forno.

Cuocere per circa 20 minuti, controllando la cottura.
Non dovranno dorare troppo, la granella in superficie vi farà da inidcatore, appena è un pò brunita sono pronti. Lasciateli 5-10 minuti dentro al forno spento (li renderà più croccanti) poi toglieteli e fateli raffreddare completamente.








venerdì 25 luglio 2014

Biscottoni al grano saraceno - senza glutine


Quant'è bello pasticciar... là là là la-la-la-laaaaaa :-) ♫♪♫♪♪
Confessate: anche voi avete il forno che lavora a pieno regime, vero? complice la settima perturbazione del mese di Luglio la voglia di biscottare si è fatta sentire forte e chiara.
Nell'ultimo post prima delle vacanze avevo in mente di pubblicare la ricetta di un bel ghiacciolo o di un gelato, ma guardando fuori dalla finestra non mi è sembrato proprio il caso..

Quindi vai di ennesimo esperimento -ottimamente riuscito- di biscotti naturalmente senza glutine!
Resi più golosi con della deliziosa mostarda bolognese, sono stati una vera esplosione di gusto e bontà!!!
Ricetta da trascrivere alla voce "da fare e rifare"!!
E con la speranza che l'estate finalmente decolli e ci regali giornate lunghissime di luce e sole, vi saluto e vi auguro buone vacanze a tutti!
Ci rivediamo a Settembre!!!!!

Biscotti al grano saraceno senza glutine
Ingredienti 
per circa 20 biscottoni
100 g farina di nocciole
100 g farina di grano saraceno
70 g di amido di mais
1 uovo grande
100 g di burro morbido
un pizzico di sale
1/2 bustina di lievito per dolci certificato senza glutine
100 g di zucchero di canna
mostarda bolognese certificata senza glutine

In una ciotola capiente setacciate le farine, il lievito e il sale. Aggiungete lo zucchero e il burro e sabbiate il composto, strofinando con la punta delle dita fino ad ottenere un'aspetto tipo sabbia bagnata.
Unite l'uovo e impastate brevemente il tutto.
Mettete l'impasto a riposare in frigo avvolto con pellicola trasparente per circa mezz'ora.
Foderate una teglia con carta forno.
Pre- riscaldate il forno a 180°C statico.
Con l'impasto formate tante palline grandi come una grossa noce. Disponetele sulla teglia e con il pollice praticate un piccolo incavo che riempirete con la mostarda.
Cuocete per circa 15-20 minuti, spegnete il forno e lasciateli dentro a raffreddare, risulteranno più croccanti.


Con questa ricetta partecipo alla raccolta del Gluten Free Friday
I Love Gluten Free (FRI)DAY - Gluten Free Travel & Living

giovedì 17 luglio 2014

INSALATA DA TIFFANY: PERCHE' #questoepiubello


E' con un misto di emozione, soddisfazione e orgoglio che vi annuncio l'uscita del secondo libro (o perla, se preferite :-)) "INSALATA DA TIFFANY"  della collana de "I libri dell'MTChallenge".
Il libro raccoglie una selezione delle centinaia di insalate che nel Giugno 2013 hanno partecipato alla sfida n.31  dell'MTChallenge, sfidandosi a colpi di vitamine e fantasia :-)
Il titolo è eloquente: il libro è completamente centrato sulle insalate,  tema declinato in più di novanta versioni, tutte strepitose, di classe, originali e ovviamente squisite, testate e gustate, che vi faranno dimenticare per sempre quelle "quattro foglie di lattuga" buttate lì in una ciotola per un triste pranzo in vista della visita dal dietologo ;-)
Vi ritroverete travolti ed affascinati da queste insalate, che troverete divise in due sezioni: la prima, "Insalate da Tiffany"  riguarda le insalate più ricercate, eleganti e particolari, in puro stile "Belle Epoque"-  il periodo in cui l'insalata entrò di diritto nei menù dei ristoranti- la seconda è dedicata a più di cinquanta ricette di insalate "classiche", facili da realizzare ma sempre con quel tocco di originalità che contraddistingue ogni ricetta targata MTChallenge.
Non solo: nel libro troverete c'è una sezione speciale dedicata ai condimenti: emulsioni, vinaigrettes, olii, aceti e sali aromatizzati, dressing di ogni tipo, maionesi e molto altro ancora, arricchito con tanti trucchi e consigli per rendere speciale la vostra insalata.
Tutto questo "condito", se mi permettete il gioco di parole, :-) dalla penna strepitosa della nostra Alessandra Gennaro, dalle stupende foto di Paolo Picciotto -che non ha certo bisogno di presentazioni- e dalle meravigliose illustrazioni della mitica, generosa, talentuosa Mai Esteve, che hanno reso questo libro una vera perla, e, cosa che non pareva possibile, ancor più bello del primo libro sul patè! Ecco il perchè del tormentone che ha spopolato in questi giorni sul web.. #questoepiubello :-)
Uno speciale ringraziamento a quel sant'uomo di Fabrizio Fazzari di Sagep Editori che ha reso possibile tutto questo!!
Ecco qualche anteprima:

























Titolo: INSALATA DA TIFFANY
Editore: SAGEP EDITORI
Collana: I libri dell'MTC
Fotografie: PAOLO PICCIOTTO
Illustrazioni: MAI ESTEVE
Impaginazione: BARBARA OTTONELLO
   Editor: FABRIZIO FAZZARI
   Costo: € 18,00

Acquistando una copia di Insalata da Tiffany, contribuirai alla creazione di borse di studio per i ragazzi di Piazza dei Mestieri (link: http://www.piazzadeimestieri.it/), un progetto rivolto ai giovani oggetto della dispersione scolastica e che si propone di insegnare loro gli antichi mestieri di un tempo, in uno spazio che ricrea l'atmosfera di una vecchia piazza, con le botteghe di una volta- dal ciabattino, al sarto, al mastro birraio e, ovviamente, anche al cuoco. 
La Piazza dei Mestieri si ispira dichiaratamente a ricreare il clima delle piazze di una volta, dove persone, arti e mestieri si incontravano e, con un processo di osmosi culturale, si trasferivano vicendevolmente conoscenze e abilità: la centralità del progetto è ovviamente rivolta ai ragazzi che trovano in questa Piazza un punto di aggregazione che fonde i contenuti educativi con uno sguardo positivo e fiducioso nei confronti della  realtà, derivato proprio dall’apprendimento al lavoro, dal modo di usare il proprio tempo libero alla valorizzazione dei propri talenti anche attraverso l’introduzione all’arte, alla musica e al gusto.

Per l'acquisto, oltre che nelle migliori librerie, potete andare sul sito di Sagep, su Amazon oppure su IBS.

Siete ancora qui?? :-) Correte ad acquistare la vostra copia!!!

venerdì 11 luglio 2014

Plum cake al limone senza glutine


Proseguono i miei esperimenti di ricette senza glutine.
Mi sto concentrando sui prodotti da colazione in primis perchè amo questo momento della giornata, poi perchè sono prodotti che si prestano molto bene a versioni senza glutine, come questo plum cake che  mette d'accordo tutti, celiaci e non.
Già che c'ero ho eliminato latticini e uova.. non si sa mai ;-)
Prova assaggio brillantemente superata, con una giuria veramente severa: i miei due bimbi, un 5enne con la fissa per il cioccolato e un 8enne parecchio schizzinoso! Come inizio non potevo sperare in meglio!
Il limone cotto intero e frullato dà una morbidezza, un gusto e un profumo incredibili! E si sa: per le ricette realizzate con farine senza glutine, la morbidezza, soprattutto quella che rimane nel tempo, è la caratteristica più difficile da ottenere.
Risultato: un plumcake profumatissimo, molto morbido, fragrante e compatto. Non si sbriciola tra le mani e si gusta benissimo da solo, assaporando il meraviglioso gusto e aroma del limone, oppure con un velo di marmellata.
Conservato dentro ad un sacchetto di plastica per  alimenti, rimarrà morbido per diversi giorni.
Potete usare anche stampini usa e getta mono porzione da plum cake, ce ne vorranno circa una decina.


Plum cake al limone senza glutine
Ingredienti
per uno stampo da plum cake cm 22x11
150 g farina di riso
150 g farina mais fioretto
100 g amido di mais
100 g di zucchero semolato o di canna
1 limone grande non trattato
1/2 bicchiere olio di semi di girasole bio
1/2 bicchiere di latte di soia
1 cucchiaio di miele
succo di 1 limone bio
1 bustina di lievito per dolci * certificato senza glutine
1 pizzico di sale

Lavate bene il limone, ponetelo in una pentolina e coprite con acqua. Aggiungete un cucchiaio di miele e fate cuocere finchè non sarà morbido.
Scolate l'acqua tenendone da parte un mezzo bicchiere e mettete il limone nel bicchiere del frullatore ad immersione e frullatelo. Quando sarà freddo aggiungete  l'olio e il latte di soia e frullate ancora. Tenete da parte.

In una ciotola setacciate le farine e l'amido, unite lo zucchero, il sale e il lievito.  Fate un buco al centro ed unite il composto di limone frullato e il succo del limone. Mescolare fino a che gli ingredienti non siano ben amalgamati. Aggiungete un poco dell'acqua di cottura del limone, otterrete un impasto abbastanza compatto.
Ungete uno stampo da plum cake e versatevi il composto (io l'ho diviso in due stampi più piccoli di quello indicato).
Cuocete in forno statico a 180°C per 25-30 minuti fino a che la superficie si presenti leggermente dorata.
Spolverizzare a piacere con zucchero a velo.

Questa ricetta partecipa al Gluten Free Friday del blog Gluten Free Travel and Living!
I Love Gluten Free (FRI)DAY - Gluten Free Travel & Living

martedì 1 luglio 2014

Racconto di un'emozione, di belle persone e di un forno speciale

Da sx: Io, Marina e Sabina

Questa è la storia di come internet, i social, e la vita virtuale in generale siano sempre più spesso veicolo per incontri speciali e fonte di grandi emozioni.
Ma mettiamo subito le cose in fila, anche se nella mia testa c'è un tale marasma che non so se mi riuscirà!Tutto iniziò con il contest della Patty di Andante con Gusto: "È Senza? è Buono!"

   

che, in collaborazione col forno artigianale "Cose dell'altro pane" di Roma, (questo è il loro bellissimo logo) proponeva una sfida fra ricette di prodotti da forno che potessero dimostrare che "SENZA", è una parola che si può abbinare agli aggettivi "BUONO" e "DELIZIOSO" che poi equivale a dire che una pasticceria sana, fatta con ingredienti naturali, buoni per il palato e per la salute, adatta a tutti, intolleranti e non, è cosa possibile, anzi, è già realtà!!
Quello delle intolleranze è un tema tanto importante e quanto mai attuale e come dicevo nel post con cui ho presentato la mia ricetta, tutti gli operatori del settore alimentare (dai produttori, agli artigiani, ai bloggers..) si sono organizzati per far fronte alla sempre crescente domanda di prodotti senza glutine, senza lattosio o altri ingredienti che possono causare problemi a chi è intollerante.
Le blogger che hanno proposto le 15 ricette finaliste, fra cui la mia di biscotti con farina di ceci, nocciole e gocce di cioccolato, sono state invitate a Roma presso il forno "Cose dell'altro pane" per passare una giornata a toccare con mano una delle più belle realtà artigianali del settore. Il forno gestito da Maria Fermanelli , che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente, è una fucina di specialità senza glutine, create con sapienza, amore e una grande attenzione alla qualità degli ingredienti.
Dopo l'accoglienza e uno strepitoso buffet, ci siamo recate nel laboratorio del forno dove hanno decretato le tre ricette finaliste e, -udite udite-i miei biscotti si sono aggiudicati il 1° premio!!!
Al di là della vittoria è stata una grande soddisfazione vedere i miei biscotti confezionati come un vero prodotto che va sul mercato: dentro ad un sacchettino inserito in una bellissima scatola con applicata l'etichetta riportante i valori nutrizionali, il peso e tutte le informazioni che di solito troviamo nei prodotti in commercio. Ma la vera soddisfazione è aver creato un prodotto adatto alle persone intolleranti al glutine ma nello stesso tempo buono per tutti! 
Al secondo posto, con i suoi favolosi crackers ai semi di papavero si è classificata  Marina di La Tarte Maison

 e terza classificata è stata Sabina del blog Cook'n Book con  le sue ferratelle di grano saraceno.. squisite veramente!!


E' stato bellissimo conoscere tutte le ragazze dei blog finalisti, persone simpaticissime con cui ho trascorso una fantastica giornata! Stefania di Profumi e sapori, Cristiana di Boeufalamode, Simona di Journey cake, Miria di Due amiche in cucina, Consuelo di I biscotti della zia , Silvia di Fra fornelli e pennelli, Michela de Macinacaffè, Fabiana di Fabipasticcio e tre simpaticissime blogger romane di Casato Filo della Rosa.
Ecco alcune foto della giornata, scusate se non sono di qualità ma l'emozione era tanta!
Ringrazio tantissimo Patty, Maria e tutto il meraviglioso staff di "Cose dell'altro pane"  per aver organizzato tutto questo, per averci fatto passare una meravigliosa giornata che nessuno di noi scorderà!
I dintorni del forno

Verso il convento delle monache benedettine, sede di Cose dell'altro pane

Maria Fermanelli e parte del suo staff

Maria Fermanelli : energia creativa

E alla fine arriva il dolce!!!!! Rigorosamente senza glutine e delizioso!!!!

Food bloggers in laboratorio

Very professional!

Felicità accanto al forno :-)

Inizia la preparazione dei miei biscottini di ceci e nocciole!

..e gocce di cioccolato :-)

Farina di nocciole e uova pastorizzate

Un pò di gocce... :-)

I biscotti prendono forma!

Spiegazioni in corso e tutti attenti!

La mia ricetta!! # 1 !!

Confezioni per la vendita

Foto con toque e attestato!

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