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mercoledì 27 gennaio 2016

Buon compleanno Ale!!!!




Anche se non si dicono mai gli anni delle signore :-)  i primi 50 anni dell'Alessandra "Van Pelt" Gennaro non potevano passare inosservati. Stiamo parlando della "Nostra Signora del Web", mica una qualsiasi.

Lei si definisce un "ex ragazza" con delle idee, e chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerla sa quanto sia riduttiva questa definizione. 
Per me è, oltre che una cara amica, una persona che ammiro molto, a cui in qualche modo aspiro e da cui ho imparato e imparo moltissimo ogni giorno,"someone to look-up to" come dicono gli inglesi, a cui somiglia nel tipico aplomb, nella dissacrante ironia e nella signorilità innata. Genova invece le ha regalato la battuta pronta, la schiettezza, la simpatia e il fare tanto anche con poco, in tutte le cose. Per stare accanto al marito, dal nulla si è reinventata una vita dall'altra parte del mondo: una scelta difficile e sofferta, che ha affrontato in maniera esemplare, dando un vero significato e vivendo fino in fondo la promessa fatta prima del "sì". E di questi tempi, è roba rara.

Ma torniamo a noi :-) 
Per festeggiare questa grande donna come merita, sono state raccolte in un pdf (grazie a Mai, Dani, Flavia, Giulia, Federica e Patty) le sue "top-twelve", le 12 ricette che meglio la rappresentano, alcune sono ricette della tradizione genovese, super collaudate, altre sono assolute genialate da altrettanta assoluta "porca figura",come direbbe lei, copiate e rifatte mille volte da mezza blogosfera: i baci di dama salati, i caramellati, la mitica focaccia genovese, la Stupendissima.. ricette che sono diventate icone della cucina "comme il faut", quella fatta di rispetto per la tradizione, per gli ingredienti e sopratutto per chi poi le ricette le prepara e le mangia. E guarda a caso, son tutte sue :-) 
Lustratevi gli occhi e guardate un pò qui: CalendAle 

Finisco come ho iniziato: Buon compleanno Ale!
Ad una curiosa come te della vita e del mondo, auguro di trovare sempre una meravigliosa sorpresa dietro l'angolo.

Con affetto,
Franci

giovedì 21 gennaio 2016

Bignè salati di grano arso e Parmigiano Reggiano con spuma di mortadella




Non sono una da abbinamenti particolari.
Mi piace sperimentare, è vero, ma sempre entro certi limiti che sono rappresentati dal mio gusto e dal mio olfatto.
La mia è sempre stata una cucina semplice,e nonostante abbia sperimentato diverse ricette in questi quattro anni di blog, resto sempre dell'idea che non ci si debba troppo scostare dai propri gusti e dal modo di cucinare, da ciò che ci fa sentire a proprio agio.
Questi bignè salati sono quanto di più "audace" la mia mente abbia potuto partorire, per dire :-)

Li ho realizzati qualche giorno fa, per partecipare al contest Ciblogger, evento organizzato all'interno del Festival dei Sapori di Bologna (22-24 Gennaio 2016) intitolato CiBò Sogood!.
Per partecipare bisognava ideare una ricetta che contenesse almeno due dei 7 ingredienti rappresentati dalle eccellenze del territorio emiliano-romagnolo (il Parmigiano Reggiano DOP, la Mortadella di Bologna IGP, la Cipolla di Medicina, l'Asparago di Altedo, la Patata di Bologna DOP, il Marrone di Castel del Rio IGP).
Le mie celluline cerebrali hanno partorito questa ricetta che anche se non è arrivata in finale, ho gustato e apprezzato moltissimo assieme ai miei bimbi, fino all'ultima briciola.
E questo, per me, è già una vittoria!

BIGNE' SALATI  di GRANO ARSO E PARMIGIANO REGGIANO 
con Spuma di Mortadella A

Per circa 12 bignè
40 ml acqua
35 g di burro
20 g di farina 00
10 g di farina di grano arso
5 g di Parmigiano Reggiano DOP grattugiato
1 uovo
un pizzico di sale

per la spuma di mortadella
150 g di Mortadella di Bologna IGP
50 g di ricotta di mucca
1 cucchiaio di Parmigiano Reggiano DOP grattugiato
1 cucchiaio di panna fresca 

Procedimento:
Pre-riscaldate il forno a 180°C statico.
In una ciotola setacciate le farine ed unite il Parmigiano. Mescolate bene e tenete da parte.
In una casseruola versate l'acqua, il sale e il burro a pezzetti. Fate scaldare a fiamma media e non appena l'acqua comincia a sobbollire buttate il mix di farine e Parmigiano tutto in una volta e mescolate con un cucchiaio di legno fino a che il composto non si staccherà dalle pareti, cuocete un paio di minuti ancora sempre mescolando poi trasferite il composto in una ciotola e fate intiepidire.
Unite l'uovo e mescolate bene fino a che non sia completamente assorbito.
Con un sac à poche formate 12 bignè su una placca da forno leggermente unta di burro.
Infornate per circa 20-25 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare.

Mentre i bignè cuociono preparate la spuma di mortadella (La ricetta qui di seguito è stata solennemente decretata dall’Accademia Italiana della Cucina, delegazione di Bologna San Luca il 14 Ottobre 2004, e depositata con atto notarile presso la Camera di Commercio di Bologna, Palazzo della Mercanzia) dosi adeguate alla necessità di preparazione:
150 g di Mortadella di Bologna IGP
50 g di ricotta di mucca
1 cucchiaio di Parmigiano Reggiano DOP
1 cucchiaio di panna fresca
Tritate la Mortadella finemente, unite la ricotta e mescolate per amalgamare bene gli ingredienti. Unite il Parmigiano Reggiano e la panna fresca. Frullare bene il tutto per ottenere una spuma morbida e leggera da spalmare.
Una volta che i bignè saranno freddi, tagliateli a metà e riempite una metà con un cucchiaino abbondante di spuma di Mortadella, chiudete con l'altra metà e servite. 



sabato 16 gennaio 2016

Zuppa speziata di sedano rapa con croste di Parmigiano soffiate







Si fa presto a dire zuppa.
Non basta mettere insieme un pò di verdure o legumi, una manciata di odori, aggiungere brodo, insaporire e sperare nel miracolo.
Occorre una conoscenza approfondita della materia.
Che io, ovviamente non ho. O meglio, non avevo.
Fino a questo Mtchallenge n.53, questa sfida sulle zuppe proposta dalla nostra mitica Vitto che ci ha aperto la sua cucina piccoLINA :-) e ci ha fatto vedere come si fa veramente a fare una zuppa e come si fa a fare un minestrone, comme il faut- come si deve.
Il resto me l'hanno spiegato le mie colleghe della Redazione, con dei post interessantissimi sulle varie tecniche che accompagnano queste preparazioni, sulle zuppe nel mondo, e per chi, come me, ha bisogno sempre di disegnini per capire le cose, arriva la mitica Daniela di Acqua & Menta con la sua infografica :-) che ci illustra le varie tipologie di zuppa:

In passato le zuppe e i minestroni si facevano col poco che le massaie avevano a disposizione, in tempi di carestie e guerre queste preparazioni hanno sfamato interi popoli per lungo tempo. Spesso unica fonte di sostentamento, nessuno si permetteva di schifare una zuppa fumante anche se il gusto lasciava molto a desiderare. Forse è da quegli anni che generazioni di bambini hanno cominciato ad odiare le zuppe e i minestroni, chissà, il passaparola ha fatto il resto ;-)
Quel che è certo che se una zuppa viene cucinata con tecnica e con gli ingredienti giusti, sfido chiunque a tirarsi indietro.
Perciò,  tutti coloro che si son buttati dalla finestra in questi anni possono tranquillamente risalire, e gustarsi una bella zuppa fumante :-) 


Non so dirvi quanto di quello che ho letto e studiato in questi giorni sia diventato parte di me e del mio modo di cucinare, quello che posso dire che da ora in poi preparerò le zuppe con una diversa consapevolezza.
Intanto, beccatevi la mia:

ZUPPA SPEZIATA DI SEDANO RAPA 
con croste di Parmigiano soffiate

400 g di sedano rapa
300 g di zucca
1/2 cipolla
1 spicchio d'aglio
3 cm di zenzero fresco
1 radice di curcuma fresca
1 lt di brodo vegetale 
Olio extravergine di oliva q.b.
sale, pepe nero
peperoncino 
8-10 croste di Parmigiano Reggiano

Per le croste soffiate. consiglio di utilizzare croste di Parmigiano non troppo vecchie e abbastanza sottili.
In una piccola casseruola portate dell'acqua ad ebollizione. Tuffatevi le croste, rigirandole spesso per non farle attaccare nè fra di loro nè al fondo della pentola.
Cuocete 10 minuti circa, devono essere morbide ma non spappolarsi.
Toglietele dall'acqua e asciugatele.
Scaldate una padella antiaderente o una piastra fino a che non sia molto calda.
Ponete le croste sulla piastra e fate cuocere 10-12 minuti, girandole spesso. Fate attenzione perchè bruciarle è un'attimo.
Otterrete dell croste croccanti, friabili e gustose che si posano benissimo con varie zuppe e minestroni. Potete lasciarle intere come ho fatto io ed usarle a mò di cucchiaio oppure frantumarle sulla zuppa.

Per il brodo: non fatelo col dado, a meno che non l'abbiate fatto in casa voi. Meglio un brodo fresco fatto in casa con carota, sedano e cipolla o con le verdure che vi avanzano da altre preparazioni.

Per la zuppa:
Tagliate a cubetti il sedano rapa e la zucca.
Affettate sottilmente la cipolla, grattugiate l'aglio e lo zenzero e metteteli in una casseruola dal fondo spesso con circa 3 cucchiai di olio evo.
Coprite con coperchio, ponete una retina spargifiamma sotto la pentola e accendete il fuoco al minimo.
Lasciate cuocere per circa 10-15 minuti aggiungendo se necessario un poco d'acqua o di brodo.
Dopo questo tempo aggiungete il sedano rapa e la zucca, versate il brodo fino a coprire e continuate la cottura coperto sempre fiamma al minimo con lo spargifiamma per circa 45 minuti.
Salate verso la fine e aggiungete il pepe nero macinato al mulinello.
Pelate e grattugiate la radice di curcuma ed aggiungetela all'ultimo.
Passate la zuppa al passa verdure o frullatela col frullatore ad immersione (sì, lo so, mi piace vincere facile) poi passatela con un colino, per una consistenza più liscia.
Servite con peperoncino frantumato, una macinata leggera di pepe nero e le croste soffiate.
Ah, il giorno dopo è ancora più buona..





























Con questa ricetta partecipo all'Mtc #53

venerdì 15 gennaio 2016

Lonza di maiale ripiena


Questo è il mio contributo alla settimana del maiale secondo il Calendario del Cibo Italiano, un progetto ideato e organizzato da Aifb.
http://www.aifb.it/calendario-del-cibo/
L'ambasciatore della settimana è Corrado Tumminelli del blog CorradoT.
Nel suo post introduttivo ci ha raccontato moltissimo di questo animale, della sua storia e dei suoi innumerevoli utilizzi in cucina.
L'ispirazione per questa ricetta mi è venuta leggendo il libro di Pellegrino Artusi "La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene", dove riporta un lombo di maiale ripieno realizzato con una tecnica che mi è piaciuta moltissimo e che volevo provare.
Per farcire la carne si praticano dei tagli "a libro" senza cioè incidere completamente la carne ma lasciandola attaccata alla base. Una volta farcita si lega con spago da cucina (o si avvolge in una rete) per mantenerne la forma. 
Si leggono nelle note del libro "Il ripieno e la rete hanno la funzione di rendere morbida al taglio una carne che si dissecca al calore, e darle la forma per il servizio. Questa preparazione è in origine d'alta cucina, ed ha un suo antecedente ottocentesco nel Lombo in turbante che, con la medesima carne e un taglio a fette "che rimangono attaccate" procede alla distribuzione della farcia, e alla legatura a turbante, prima di infornarlo."

Questa è la mia lonza, per il ripieno non ho usato Mortadella, vitello e prosciutto come l'Artusi ma mi son difesa bene lo stesso con un bel battuto di pancetta.
A contato sapore ho abbinato un contorno volutamente leggero, delle semplici zucchine in padella, chiamate "poverelle" perchè condite poco e con pochi ingredienti e che potete preparare velocemente mentre cuoce la lonza. In fondo, la ricetta.

Et voilà: 
LONZA DI MAIALE RIPIENA CON ZUCCHINE ALLA POVERELLA


Per la lonza
Ingredienti per 4 persone:
700 g circa di lonza di maiale
130 g di pancetta tagliata sottile
2 spicchio d’aglio
2 rametti di rosmarino
1 foglia di alloro
Sale e pepe q.b.
Olio evo
Spago da cucina
½ bicchiere di vino bianco
Per la salsa:
fondo di cottura della carne
1 cucchiaio di senape
1 cucchiaino di maizena
1 goccio di latte freddo

In un mixer tritare la pancetta, l’aglio e il rosmarino. Salate e pepate a vs gusto.
Partendo da un lato della lonza, con la lama del coltello in orizzontale, praticare due tagli senza arrivare a tagliare il lato opposto. Otterrete così un’apertura “a libro” in senso orizzontale.
Riempite i tagli con il composto di pancetta, richiudete e ricomponete la lonza.

Appoggiate la foglia d'alloro sulla lonza e legatela bene stretta con spago da cucina .

In un tegame a bordi alti scaldate un po’ d’olio d’oliva, un rametto di rosmarino e uno spicchio d’aglio. Adagiatevi la lonza e fatela rosolare bene la  a fuoco vivace. Quando è ben rosolata, sfumate col vino bianco, e aggiustate di sale e pepe.

Abbassate la fiamma al minimo e proseguite la cottura coperto per circa un’ora.

Quando pronto, trasferite la carne su un tagliere e lasciatela riposare qualche minuto prima di tagliare delle fette di circa 1 cm.
Nel frattempo, nel tegame dove avete cotto la carne, togliete il rametto di rosmarino e, se non gradite troppo il suo sapore anche l’aglio.
Aggiungete al fondo di cottura ottenuto un cucchiaio di senape e un cucchiaino di maizena sciolto in un po’ di latte freddo.  
Frullate con il frullatore ad immersione.
Alzatee la fiamma e fate addensare la salsina per qualche minuto.

Servire la lonza a fette irrorata con la salsina alla senape.





Per le zucchine alla poverella:
3 zucchine grandi
Olio evo
Sale, pepe
Prezzemolo tritato

Tagliare le zucchine a rondelle abbastanza sottili.
In una padella larga scaldare l’olio e far rosolare le zucchine a fiamma medio-alta fino a che non saranno dorate.
Salare e pepare, spegnere il fuoco e cospargere con prezzemolo tritato.



martedì 12 gennaio 2016

Calendario del Cibo Italiano - Giornata Nazionale della Mortadella







Illustrazione di Francesca Ballarini per Enologica


Oggi è una giornata speciale non solo per Bologna, ma per tutti i golosi, gourmet e veri intenditori del buon cibo e della buona tavola, per gli amanti delle tradizioni e delle eccellenze del nostro territorio.
Oggi ricorre la GNnazionale della Mortadella di Bolognadi cui io oggi sono l'ambasciatrice ufficial,. secondo il Calendario del Cibo Italiano, un fantastico progetto di Aifb (Associazione Italiana Food Blogger),
Il Calendario del Cibo Italiano si propone di diffondere la cultura gastronomica dell'Italia tutta, attraverso il racconto dei nostri piatti tipici e dei nostri prodotti gastronomici. 
Per 366 giorni e 52 settimane vi condurremo alla scoperta del meglio della tradizione gastronomica del nostro Paese, quella che tutto il mondo ci invidia.
L'Italia è l'Italia, nel bene e nel male, ma se c'è una cosa che dobbiamo assolutamente valorizzare e preservare è la nostra tradizione in cucina e, forse, potremmo sperare in una rinascita partendo proprio dalla nostra tavola.
Banner per intestazione
Oggi, come detto, festeggiamo la Mortadella di Bologna e se volete conoscere qualcosa di più di questo prodotto, andate subito sul sito Aifb dove troverete tante informazioni e le ricette dei bloggers che hanno contribuito a valorizzare questo straordinario prodotto con le  loro ricette.
Non vi resta che tagliare una mezza rosetta, infilarci tre-quattro fette di Mortadella e mettervi comodi.. :-)
Vi aspetto!

martedì 5 gennaio 2016

Calendario del Cibo Italiano - AIFB: Crackers alla salsa verde per la settimana degli avanzi!

Gennaio: mese degli avanzi, quelli di lusso, quelli che restano dalle preparazioni ricche delle feste.
Qui da noi, a Bologna, il manzo bollito con la salsa verde è un "must", un piatto tipico delle feste che a casa mia non manca mai.
Quest'anno abbiamo abbondato alla grande con la salsa verde e ne è rimasta un bel mezzo vasetto.  
Il modo migliore per riciclarla è stato preparare questi crackers che avevo già postato qualche anno fa, dove la salsa verde non ne ha velato la superficie ma ha costituito l'ingrediente principale della sua preparazione. Quindi non sopra, ma DENTRO.
Occasione doppiamente ghiotta perchè dal 1° Gennaio è partito il più grande progetto virtuale del mondo del cibo: Il Calendario del Cibo Italiano - AIFB, ideata ed organizzata appunto dall'Associazione Italiana Food Bloggers, durante il quale ogni giornata e ogni settimana è dedicata ad un ingrediente o ad una ricetta della nostra tradizione, presentata dai vari Ambasciatori.
Banner per intestazione
Questa è la settimana degli avanzi, in cui noi italiani siamo maestri fin dai tempi antichi, e la cui ambasciatrice è Cinzia del blog CindyStar.
Ed è con vero piacere che partecipo a questa giornata con i miei crackers alla sala verde. 


Ingredienti per circa 20 crackers:
150 gr di farina 00
50 gr di farina di riso
1 uovo
3 cucchiai colmi di salsa verde (vedi ricetta qui sotto)
3 cucchiai di olio di semi
1/2 cucchiaino di lievito in polvere per salati
1 cucchiaino di flor de sal (oppure sale fino)

Per la salsa verde:
1 mazzetto di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
2-3 alici sott'olio
50 gr di capperi 
1/2 peperone verde
130 gr olive verdi 
Olio evo q.b.
un goccio d'aceto di vino
sale e pepe q.b.

Preparate la salsa verde frullando col mixer tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto ben amalgamato. Aggiungere olio evo per diluire se vi sembra troppo densa. Mettete da parte. (Si conserva bene in frigo dentro un vasetto di vetro anche per un paio di settimane).






In una ciotola unire le due farine, il sale e il lievito.
Aggiungere l'uovo e mescolare con una forchetta. Aggiungere la salsa verde e l'olio di semi. Impastare brevemente otterrete un impasto simile ad una frolla, ma più morbido.
Formate una palla, avvolgetela in pellicola trasparente e mettetela in frigo per un'ora circa.
Dopo infarinate bene il piano da lavoro e stendete l'impasto col mattarello ad un'altezza di circa 2-3 mm.




Ritagliate i crackers con una formina a piacere (io sempre il mitico, "inutile", aggeggio!) 
Bucherellate la superficie con una forchetta, spennellare con olio evo la superficie e cospargere con un pò di sale.
Infornare a 180°C a per circa 10 minuti o fino a che non saranno ben dorati.

GNAM!

Con questa ricetta partecipo al Calendario del Cibo Italiano alla Settimana degli Avanzi

domenica 13 dicembre 2015

Pane svedese allo zafferano con lievito madre e una bella storia


Adoro le storie che parlano di coraggio, di voglia di fare, di belle persone.
Quella dei ragazzi di Vallescuria è una di queste e ringrazio la Stefania-Araba Felice per avermeli fatti conoscere.
"Braccia restituite all'agricoltura" è il loro Pay Off e niente riesce ad raddrizzare meglio le antenne di una segretaria in crisi d'identità come me.
Quante volte ho pensato "basta, mollo tutto e vado a coltivare la terra!", mai trovato il coraggio di farlo veramente, però, almeno per ora.
Per questo mi ha colpito moltissimo leggere di questi ragazzi che invece il coraggio l'hanno trovato eccome, ed unendolo ad una dose massiccia di passione hanno iniziato a coltivare in Brianza una spezia preziosa che amo moltissimo: lo zafferano.
Risultati immagini per vallescuria
Risultati immagini per vallescuria
Credits: Vallescuria
Foto di gruppo al campo in Vallescuria.
Foto di gruppo - Credits: Vallescuria
Questi intraprendenti ragazzi hanno pensato bene di organizzare un contest per farsi conoscere ed io sono contentissima di condividere con voi questa iniziativa e la mia ricetta.
Invito tutti coloro che volessero partecipare a pubblicare una ricetta che abbia lo zafferano fra gli ingredienti entro il 15 dicembre. Lo zafferano è molto versatile, non sarà difficile trovare una bella ricetta!
Io appena ho visto questo pane me ne sono innamorata, l'ho fatto diverse volte e viene sempre perfetto.
Il pane svedese assomiglia ad un pan brioche: né dolce, né salato, perfetto a colazione e nei momenti di crisi da carboidrato (a me succede spessissimo). 
In più, il sapore ed il profumo dello zafferano spiccano in maniera perfetta in questo impasto soffice e profumato.
Per una ricetta speciale ho usato un lievito altrettanto speciale: la pasta madre che mi ha regalato la mia amica Antonietta, un dono prezioso dell'ultimo raduno MTChallenge.
Se non avete la pasta madre usate la dose indicata di lievito fresco.

Pane svedese allo zafferano
da: Pane - Luxury Books Ed.

Ingredienti
1/2 cucchiaino di stimmi di zafferano
2 cucchiai di acqua bollente
220 ml di latte tiepido
150 g di lievito madre rinfrescato (o 15 g di lievito fresco)
1 uovo medio
500 g di farina per pane (tipo 0 proteine al 13% o manitoba)
1 cucchiaino di sale fino
60 g di zucchero semolato
100 g di burro 
1 uovo sbattuto, per dorare la superficie

Sbriciolate lo zafferano in una ciotolina e aggiungete l'acqua bollente. Coprite e lasciate in infusione mezza giornata.
In una ciotola versate il latte tiepido e sciogliete il lievito.
Aggiungere l'uovo e amalgamate il tutto delicatamente.
In un'ampia ciotola o direttamente nella planetaria mescolate la farina col sale e lo zucchero e versate nel centro il composto di latte, uovo e lievito poi l'acqua con lo zafferano e il burro fuso.
Cominciate ad impastare fino a completa incordatura (l'impasto deve risultare liscio ed elastico) per almeno 10 minuti.
Se lavorate a mano iniziate ad impastare nella ciotola e poi proseguite trasferendo l'impasto su un piano di lavoro leggermente infarinato.

Una volta pronto, mettete l'impasto in una ciotola capiente leggermente unta e copritelo con pellicola.
Fate lievitare fino al raddoppio. (6 ore circa col lievito madre, 2 ore circa col lievito fresco).

Trasferite nuovamente l'impasto sul piano di lavoro e sgonfiatelo delicatamente.
Dividetelo in 6 parti uguali, stendete ogni pezzo in un rettangolo come in foto (circa 10x20 cm)
 arrotolatelo stringendo bene partendo dall'estremità in alto e venendo verso di voi
 dividete in due il rotolo ottenuto
 ponete ogni mezzo rotolo verticale e in fila a due a due in uno stampo da plumcake foderato con carta forno
 lasciate lievitare coperto ancora per 3 ore se avete usato il lievito madre, 1 ora se avete usato il lievito fresco.
Pre-riscaldate il forno a 190-200°C statico, spennellate la superficie con l'uovo sbattuto e infornate per circa 20-25 minuti, fino a che il pane sia ben dorato.
Sfornatelo e fate raffreddare su una gratella.
La cucina verrà invasa di un meraviglioso profumo di zafferano e brioche, per cui vogliatevi bene: affettatelo e spalmatelo con una confettura oppure gustatelo da solo quando è ancora tiepido, per una botta di libidine gastronomica :-))

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